E’ risaputo che la carie dentale è una delle malattie odontoiatriche più diffuse sia nell’adulto che nel bambino. La sua grande diffusione è determinata dal fatto che essa è causata da più fattori che contribuiscono a crearla: batteri specifici, predisposizione personale alla malattia, tipologia di alimentazione e l’igiene orale solo per citarne qualcuno. Il più forte di questi fattori sono però i batteri, nello specifico lo Streptococcus Mutans, che sono si componenti della normale flora batterica orale ma che hanno anche  la particolare proprietà di riuscire ad aggregarsi in comunità ( e quindi creare quello che scientificamente viene chiamato Biofilm batterico) e in altre condizioni diventare patogeni e cioè avere il potere di innescare uno stato di malattia. Inoltre la carie ha un ottimo potere infiltrante. Questo vuol dire che quando si ha un inizio di lesione cariosa su un dente,  questo processo avanzerà rapidamente e questo può determinare anche la completa distruzione del dente in questione.

Ora, anche se l’approccio al dente cariato è cambiato negli ultimi anni ed è quindi più conservativo e tendente a togliere la minore quantità di dente possibile, quando il dentista toglie il tessuto carioso lo fa fino in fondo e lo rimuove del tutto prima di apporre sopra alla cavità residua le resine composite (materiali plastici e modellabili che sostituiscono la porzione di dente assente). Viene da se che utilizzando questa metodica, il rischio susseguente a questo tipo di restauri sono dunque lesioni cariose secondarie e che quindi interessano l’interfaccia fra dente naturale e restauro preesistente. Le più innovative tecniche di restauro permettono al medico di sigillare al meglio la porzione di dente rimasta intatta proprio per ovviare al problema delle carie secondarie. Ma la nostra bocca è una macchina che macina letteralmente chilometri e le forze che entrano in gioco sono molte. Per quanto siano state messe appunto delle tecniche innovative per ovviare il problema, va detto che talvolta la carie può innescarsi comunque su un dente trattato, sia sulla preesistente otturazione ma anche su un’altra faccia dell’elemento.

Al fine di allontanare questa probabilità sia per il paziente e le sue economie, sia per il dentista e il suo successo, è consigliabile recarsi dal dentista e sottoporre a suo controllo le otturazioni che si hanno in bocca di modo da mantenerle sempre quanto più funzionali e durature nel tempo.