Oggi sembra che i denti del giudizio non trovino più spazio in bocca e sempre più bisogna ricorrere all’estrazione.

una possibile spiegazione sembra venire da una ricerca americana eseguita dall’antropologa Debbie Guatelli-Steinberg, dell’Università dell’Ohio State, che studia i denti fossili per rispondere a questioni riguardanti la storia e le abitudini dei nostri antenati umani, oltre alle relazioni con le altre specie differenti.

I nostri denti si sono adattati per permetterci di seguire la grande varietà di regimi alimentari che oggi adottiamo, almeno nelle società occidentali. Nell’arco del tempo in cui è avvenuta la sua evoluzione l’uomo si è nutrito di vegetali raccolti e di animali cacciati, mentre la nostra dieta attuale, caratterizzata da cibi morbidi e da alimenti processati e zuccherati, non ha nulla a che vedere con il tipo di alimentazione che ha dato forma ai nostri denti.

Problemi come accumulo di placca batterica e carie sono notevolmente aumentati nei nostri tempi, il consumo di alimenti di consistenza morbida non stimola la crescita dei mascellari e dei denti stessi e il terzo molare, detto comunemente “il dente del giudizio”, ne è particolarmente impattato.

i denti del giudizio inclusi stanno diventando sempre più comuni, stiamo andando verso una progressiva  involuzione delle dimensioni del macellare e, con il concomitante aumento delle dimensioni della cavita cranica, sempre più spesso il terzo molare non avrà abbastanza spazio per erompere.

Fonte Odontoiatria 33.